Il ristorante “3 Risotti” di Ganna, che per un secolo, pur cambiando proprietari e nomi, ha abitato una bassa costruzione affacciata sulla strada statale 233 per Ponte Tresa. Luogo che ha avuto come ospiti al tavolo scrittori come Piero Chiara e Orio Vergani, giornalisti sportivi, uomini di mondo, semplici cultori del pesce in carpione o del risotto. Si è recentemente trasferito in una dimora i cui muri sono ancora più antichi, e che fino a poco tempo fa hanno ospitato una casa di esercizi spirituali delle suore del Cottolengo. La villa, che ha una indubbia pregevolezza architettonica, per altro era già stata all’origine un grande albergo di lusso, il “Valganna”, e aveva ospitato un turismo d’elite proveniente da tutta Europa. Quel turismo che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento aveva portato nel Varesotto, d’estate e in inverno, principi russi, famiglie nobili d’Inghilterra e Germania, e personalità appartenenti al jet-set.

E, una per tutte, proprio in quell’albergo della Valganna veniva per allenarsi sul ghiaccio dei vicini laghetti, una leggenda del pattinaggio, la norvegese Sonja Henie, che alcuni anziani del posto ricordano ancora di aver visto volteggiare sulla superficie gelata del Lago di Ghirla (nella sua carriera vinse ben tre ori olimpici e dieci titoli mondiali negli anni Venti e Trenta e, dopo il ritiro dalle gare sportive, l’atleta scandinava diventò un’attrice di Hollywood). Il ristorante “3 Risotti” , che prima si era chiamato “Domitilla”, poi “Sempione” e “Da Pino”, per arrivare poi al suo nome attuale verso la metà degli anni Cinquanta, è diventato uno dei luoghi eletti dagli amatori della cucina locale. C’è stato un tempo in cui gli allora proprietari si procuravano direttamente dai pescatori e dai fungiatt del posto autentiche prelibatezze come gamberi di fiume (allora ce n’erano molti e si poteva pescarli senza alcun divieto) o i funghi porcini da servire la sera ai golosi che arrivano da Varese, dalla Svizzera e addirittura da Milano (il nome del locale prende spunto da 3 specialità storiche: il risotto con i gamberi, quello con i funghi e quello con le rane).

Tutti i proprietari che si sono susseguiti hanno sempre mantenuto il gusto e la passione per offrire la cucina locale, conservando piatti che, un tempo comuni nelle famiglie, sono ormai dimenticati. Tutti, fino a Ruggero e Sergio, che a colpi di risotti dai cento sapori diversi, bruscitt, selvaggina, pesci in carpione e lumache ancora stupiscono la fantasia dei più esigenti palati. E mentre Sergio, eccelso nel creare dolci, aggiunge l’innovazione e la sperimentazione alla tradizione, a intrattenere la clientela con le sue storie di vita vissuta e i suoi ricordi di tanti personaggi che qui hanno mangiato e hanno eletto il locale a loro ritrovo, c’è Ruggero Deanesi. Ottant’anni e una indomita volontà di tenere sulla cresta dell’onda la sua creatura. Tanto che è stato lui a volere la nuova collocazione nella villa con giardino che vuole riportare i fasti di un tempo (l’albergo Valganna chiuse i battenti dopo la seconda guerra mondiale, negli anni successivi lo stabile divenne un istituto religioso, fino al 2005).